Il Vaticano II alle radici d’un equivoco

Caríssimos,
Salve Maria!

Mons. Gherardini lança um livro com fortes críticas ao Concílio Vaticano II. A importância do fato se dá por  se tratar de uma autoridade do Vaticano. O Papa Bento XVI, quando cardeal, criticava a posição dos que queriam fazer do Vaticano II um super dogma...

O título do livro: "Vaticano II. Alle radici di un equivoco"

Abaixo, um comentário do Sr. Marcelo Fedeli e fragmentos do livro

Pe. Marcélo Tenorio

_______________


O comentário abaixo sobre o livro começa com duas perguntas de Mons. Gherardini:
1- "O Concílio Vaticano II ensina realmente o que foi revelado e ttransmitido?"
2 - " O sentido objetivo das palavras usadas pelo Vaticano II corresponde ao sentido precedente  do Magistério e, em última análise, ao da Revelação divina?"
Continua o comentário afirmando que Mons. Gherardini "foi à raíz do problema notando a radical mudança de rumo da Igreja pós conciliar e indicando que a causa   daquela mudança, que se encontra na mesma Sala conciliar,  foi o ANTROPOCENTRISMO", matriz de tantos equívocos e de tantos erros que surgiram em cascata".  
Diz ele: "O homem moderno, para o qual se voltou o antropocentrismo conciliar, absorve as ideías que subvertem as relações naturais e reveladas entre a criatura e o Criador, torna-se o porta bandeira e o arauto destas idéias, das quais acaba, por assim dizer, pregado num estado de inconciabilidade com a verdade da doutrina e da Tradição" 
Afirma o artigo:" Para Gherardini, o equívoco antropocêntrico  encontra as suas raízes na declaração conciliar sobre a liberdade religiosa (Dignitatis humanae), na declaração sobre a relação da Igreja com as religiões não cristãs (Nostra aetatee no decreto sobre o diálogo ecumênico ( Unitatis redintegratio)".
E acusa o Modernismo  que "na sua satânica ['assatanata'] revivescência neomodernista, nada resguardou do tesouro da verdade recebida e transmitida".
Mons. Gherardini critica também "a linguagem conciliar e pósconciliar, em geral, totalmente diferente da patrística e da Tradição; além disto, citaa nomes e sobrenomes dos ptotagonistas da filosofis e teologia modernas, não os interpretanso, mas fazendo um a radiografia das idéias que envenenaram o espírito do Concílio e,  "se a sagrada hierarquia não bloquear esta derivação antropocêntrica, o porvir da Igreja não será mais aquele da Igreja una santa católica apostólica na sua gloriosa universal configuração romana." 

Marcelo Fedeli

________________
«Il Vaticano II insegna veramente e soltanto ciò che fu rivelato e trasmesso?»
E «il senso oggettivo delle parole usate dal Vaticano II corrisponde a quellodel precedente Magistero ed in ultima analisi a quello della divina Rivelazione?»  
Due domande, “a bruciapelo”, che vengono rivolte da Monsignor Brunero Gherardini a tutti coloro che avranno la fortuna di leggere il suo ultimo libro, che brilla per chiarezza linguistica e teologica, dal titolo Il Vaticano II alle radici d’un equivoco (Lindau, pp. 410, € 26.00).

Sono trascorsi cinquant’anni (1962-2012) dall’apertura di un Concilio chesempre più diventa protagonista di un vero e proprio processo. Finalmente il tribunale si è aperto, grazie, in particolare, allo stesso teologo Gherardini (con il suo ormai celebre Concilio Vaticano II un discorso da fare) e allo storicoRoberto de Mattei (con il suo Concilio Vaticano II, una storia mai scritta) per far entrare l’imputato, il Concilio Vaticano II.

Pur essendo i contenuti di questo scrupoloso volume assai profondi e complessi,il suo autore, com’è nel suo “gherardiniano” stile, rende la disamina fresca, vivace e vincente. Quest’opera nasce da un’ispirazione polemica, ovvero per rispondere alla malafede di alcuni studiosi e giornalisti nei confronti degli approfondimenti che il teologo da alcuni anni realizza con rigore. Alcune pennellate qua e là ironiche ricordano l’humor graffiante utilizzato dal beato John Henri Newman nel suo capolavoro Apologia pro vita sua, dove, anch’egli, come Gherardini, rispondeva a coloro che lo accusavano, con il coraggio proprio di chi sa, come direbbe san Tommaso d’Aquino, di essere posseduto dalla verità.

Gherardini non si è accodato alla vulgata, ovvero a tutti coloro che continuano ad osannare il Vaticano II in senso aprioristico e senza accettare un’analisi nel merito, ma è andato a fondo del problema, osservando da vicino il radicalecambiamento di rotta della Chiesa postconciliare ed individuando la causa di quel cambiamento negli atti dell’Assise.  Ed ecco il grande “equivoco”, «dai più quasi mai preso in esame», matrice dei tanti equivoci e dei tanti errori che sono emersi a cascata: 

l’antropocentrismo.

«L’uomo moderno, verso il quale si protende l’antropocentrismo conciliare, neassorbe le idee che sovvertono i rapporti naturali e rivelati fra la creatura e il Creatorediventa di codest’idee il portabandiera e l’araldo, e dalle medesime vien per così dir inchiodato in uno stato d’inconciliabilità con le verità della dottrina e della Tradizione». Ed ecco le derive della Nouvelle Théologieedella Teologia della liberazione.

L’equivoco antropocentrico trova per Gherardini le sue radici nella dichiarazione conciliare sulla libertà religiosa (Dignitatis humanae), nella dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane(Nostra aetate) e nel decreto sul dialogo ecumenico (Unitatis redintegratio).

L’antropocentrismo ha contaminato tutta la cultura moderna e il pensiero maggioritario conciliare, e nulla «nel modernismo e nella sua assatanata reviviscenza neomodernista è risparmiato del tesoro di verità ricevute e trasmesse», ovvero la Sacra Scrittura, i dogmi, la Liturgia, la morale. Oggi quel tarlo modernista che erodeva dal di dentro è emerso  con spavalderia,ma l’aula conciliare ne fu già testimone quando si trattarono tematiche nodali, che si distanziavano, nella loro elaborazione, dalla Tradizione.

Gherardini, dato il suo porsi in maniera critica di fronte al Concilio, è stato accusato di essere un “lefebvriano”, dando al termine, come sempre, un’accezione meramente negativa. Egli, a questo riguardo, afferma che pur non appartenendo alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, ne condivide le linee di costruttiva critica al Vaticano II.

L’autore, inoltre, punta la sua attenzione sul linguaggio conciliare e postconciliare, del tutto diverso dalla patristica e dalla Tradizione in genere; fa, inoltre, nome e cognome dei protagonisti delle moderne filosofie eteologie e non li interpreta, ma ne fa la radiografia delle idee; idee che hanno avvelenato lo spirito dell’Assise e «se la sacra gerarchia non blocca questa deriva antropocentrica, il domani della Chiesa non sarà più quellodella Chiesa una santa cattolica apostolica nella sua gloriosa ed universalistica configurazione romana». 

(Cristina Siccardi)


Créditos : NC



0 comentário (s):

Buscar neste site

Carregando...

VIVA O PAPA

.



Compartilhe nosso blog

Seguidores

Nosso Patrono

São Padre Pio de Pietrelcina
"Sem duvida deveremos prestar contas a Deus de cada minuto, de cada atuação da graça, de cada santa inspiração, de cada ocasião que nos apareceu para praticarmos o bem"

POSUIMUS TE CUSTODEM

.

Postagens populares

Blog Archive

Missa pelas almas

____________________________
Coloque seu pedido de missa por um falecido.
Clique na imagem

MEMENTO MORI

Pio Exercício de Preparação para a Morte
Clique na imagem

Santa Filomena

Conheça a história de Santa Filomena
Clique na imagem
Ocorreu um erro neste gadget

Categorias

Arquivo

Receba nossas postagens por e-mail

Estatísticas